Biografia
E’ nato a Messina il 24 dicembre 1968. Laureato in giurisprudenza, prima di dedicarsi completamente alla politica, ha svolto la professione di avvocato.
A diciotto anni si iscrive al Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana, di cui, successivamente, diventa consigliere nazionale fino al 1994, anno dello scioglimento dello Scudo Crociato e della nascita del Partito Popolare Italiano, a cui aderisce.
Nel 2001 aderisce a La Margherita, Democrazia è Libertà. Nello stesso anno, dopo aver ottenuto una buona affermazione personale alle Elezioni Politiche, viene eletto Deputato all'Assemblea Regionale Siciliana nella XIII legislatura, eletto nel collegio di Messina per il Partito Popolare con 13.832 preferenze su 29.763 voti di lista.
Nel 2002 viene nominato vice-segretario regionale della Margherita in Sicilia, mentre nel 2003 entra nella direzione nazionale dello stesso partito.
Nel 2005, come rappresentante dell'Unione, si candida a sindaco di Messina: al primo turno ottiene il 45,79% mentre al ballottaggio trionfa con il 54,56% dei consensi; si dimette dall'Assemblea Regionale Siciliana per assumere la guida della sua città.
Dopo due anni di commissariamento - per la decadenza, nel 2003, di Giuseppe Buzzanca, condannato per peculato con sentenza definitiva e, quindi, incandidabile - Messina ha finalmente di nuovo un sindaco.
Ma il 3 ottobre del 2007, il Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo dichiara nulle elezioni di Messina nel 2005 per l’esclusione, da parte del Tar di Catania, di una lista al Consiglio comunale (formata da un gruppo di socialisti napoletani che sostenevano un altro napoletano per la corsa a sindaco) che, secondo il Cga, doveva essere ammessa. Si trattava, in realtà, di una candidatura del tutto simbolica, presentata per ottenere l’attribuzione del simbolo, il garofano, da parte della corrente capeggiata da Gianni De Michelis, dopo la scissione con l’ala del partito che faceva riferimento a Bobo Craxi, maturata durante il congresso nazionale solo pochi giorni prima la scadenza della presentazione delle liste per le comunali di Messina che rappresentavano, prima tornata elettorale utile, la possibilità di accaparrarsi il simbolo. A fare ricorso è proprio Bobo Craxi, a cui il Tribunale amministrativo dà ragione, decidendo per l’esclusione della lista. Ma meno di due anni dopo il Cga ribalta la sentenza, causando, nonostante l’assenza di responsabilità da parte degli organi democraticamente eletti, la decadenza di Sindaco, Giunta e Consiglio comunale.
Da subito, Francantonio Genovese dichiara la volontà di ricandidarsi alla carica di sindaco della sua città.
Il 14 ottobre viene eletto Segretario regionale del Partito Democratico, superando l’80% delle preferenze, il 95 % a Messina.
Alle Politiche del 13 e 14 aprile è eletto alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Sicilia 2.